Nucleare, perché no

Esplosione nucleareNon mi sono dimenticato il punto interrogativo nel titolo, non ci va.
In questo articolo voglio spiegare perché ritengo che il nucleare in Italia non si debba fare.

Premetto che io di fisica mi ricordo poco dal Liceo, quindi quello che riporto in questo articolo è derivato da opinioni di esperti internazionali che si sono pronunciati in materia.

Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, lavora al problema energetico dagli anni ottanta. In una intervista pubblicata su Repubblica sostiene che non esiste un nucleare sicuro, che io sappia l’Italia è per la maggior parte zona sismica e ancora non sappiamo se ad esempio l’ultimo terremoto in Cina abbia danneggiato o meno le centrali, mi chiedo: se ci fossero state centrali simili in Umbria nel 1997?

Rubbia sostiene (e non è l’unico) che l’Uranio basterà per 35-40 anni, mi chiedo se abbia senso mettersi a costruire centrali nucleari (che richiedono 8-10 anni per essere costruite) per farle funzionare per 30 anni e poi rimanere senza energia perché anziché investire su energie rinnovabili (che per definizione non si esauriscono) abbiamo investito tutto nel nucleare.
Non solo, Jeremy Rifkin, economista e consulente per le aziende su scala mondiale e noto soprattutto per il suo libro “Economia all’idrogeno”, in una intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo ha spiegato: Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: “Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie”. Sessant’anni dopo questa industria ci dice “Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela”, ma ancora non sanno come fare.
Nel corso dell’intervista aggiunge anche che la Francia utilizza il 40% dell’acqua presente nel loro territorio per raffreddare gli impianti.

Sia Rubbia che Rifkin sostangono che le speranze per il futuro energetico debbano essere riposte nelle energie rinnovabili, che Rifkin giudica abbondanti in Italia e, infatti, si stupisce del fatto che non vengano utilizzate. Il modello globale di produzione dell’energia deve essere indirizzato a una microproduzione distribuita e basata sul sole, sul vento, sull’idroelettrico, sul geotermico. Le tecnologie ci sono già (consigliata anche la puntata di Report dedicata al modello energetico distribuito) bisogna solo decidere di inverstirci. Il nostro governo invece nel decreto legge del 25 giugno 2008 che precede la manovra finanziaria del 2009 ha già inserito all’articolo 7 tra i suoi intenti per lo sviluppo energetico la costruzione di centrali nucleari.

Riassumendo:

  • Un fisico italiano di fama mondiale sostiene che da punto di vista tecnico non è sensato costrire centrali nucleari e ha sviluppato una forma di sfruttamento dell’energia solare, il solare termodinamico, molto più efficiente del fotovoltaico che però deve realizzare in Spagna perché in Italia non glielo finanzia nessuno;
  • Un economista di fama mondiale sostiene che non è conveniente nemmeno dal punto di vista economico e a chi gli chiede consulenze consiglia di investire nelle rinnovabili.
  • Per appoggiarci seriamente al nucleare bisognerebbe non solo costruire una infinità di centrali, ma rimpiazzare pure quelle che abbiamo già visto che sono ormai vecchie.
  • Comunque l’Uranio finirà in fretta, senza possibilità di rimpiazzarlo.
  • Per gli impianti nucleari serve un’enorme quantità d’acqua, che a quanto mi risulta in Italia non abbiamo, visto che ogni estate parte l’allarme siccità.
  • Ancora non si sa cosa fare delle scorie.
  • Siamo pieni di siti utili a raccogliere energia rinnovabile ma non li sfruttiamo.
  • Ci sono già le tecnologie per distribuire la produzione di energia, ma per sfruttarle bisognerebbe ristrutturare la rete elettrica, ma non lo facciamo.

Invito chi avesse dei riferimenti a esperti riconosciuti che siano pro o contro la mia idea di lasciare il link nei commenti a questo post, a me pare che gli esperti mondiali siano abbastanza d’accordo, ma se qualcuno volesse citare pareri autorevoli contrari è il benvenuto.

2 comments Luglio 23rd, 2008

Mercato libero dell’energia elettrica e del gas

La220Da luglio 2007 è stato liberalizzato il mercato dell’energia elettrica e del gas, rendendo possibile ai consumatori di recedere dal contratto di fornitura col proprio distributore locale per acquistare gas ed elettricità da un altro operatore di preferenza.
Per il gas non mi sono ancora informato bene (graditi suggerimenti), mentre per l’energia elettrica le mie ricerche sono a buon punto, o meglio, diciamo che ho trovato qualcosa. Infatti come al solito è difficile reperire informazioni su internet che riguardino concorrenti dei vari monopoli locali di fatto.
La società elettrica che ha attirato la mia attenzione è La220, alla quale ho richiesto un preventivo.
La loro offerta “Fiorespina”, rivolta ai clienti residenziali è certificata RECS (Renewable Energy Certificate System), quindi proveniente al 100% da fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, biomasse). La richiesta di preventivo si può fare online, nel giro di un mesetto mi hanno mandato un’email con la proposta di contratto da compilare, firmare e spedire. La disdetta dal precedente operatore è una briga che si prendono loro. Il prezzo è conveniente, inferiore a quello di Enel e bloccato per 2 anni. Un altro sito dove viene offerta energia pulita è lifegate.it, ma non conosco i dettagli dell’offerta perchè non ho richiesto il preventivo.

Come funziona il mercato libero dell’energia elettrica?
Ovviamente nessuno verrà a stendere un cavo elettrico dalla centrale elettrica dell’operatore più vicina a casa vostra, in realtà l’energia che effettivamente consumerete non sarà necessariamente prodotta dal vostro operatore ma, come per internet, la rete elettrica farà da infrastruttura comune dove immettere energia da più punti. Anzi, l’obiettivo globale da perseguire è proprio quello di arrivare ad una microproduzione distribuita di energia, prodotta anche in ambito domestico, in sostituzione delle poche e grandi, inquinanti e inefficienti centrali elettriche. Ma questo lo approfondiremo magari in un altro post.
In soldoni se io sottoscrivo un offerta di energia pulita, è facile che in realtà io continui a ricevere energia da una centrale tradizionale da cui la ricevevo prima. il principio però è che se io consumo un kilowattora dalla rete comune, c’è un’azienda (in questo esempio La220) che si impegna a versare un kilowattora nella rete comune, quindi anche se gli elettroni in senso stretto che arrivano a casa mia sono stati prodotti da un altro, io comunque concettualmente sto acquistando energia elettrica dal mio fornitore.
Un altro aspetto da conoscere è quello delle letture del contatore. Quelle purtroppo sono sempre a carico del distributore locale, che rimane gestore della rete fisica e che è obbligato a fare almeno un tentativo di lettura all’anno (non una lettura effetiva). Quindi non potete sperare che cambiando operatore avrete un servizio migliore di lettura, La220 però dà la possibilità al cliente di dichiarare il prprio consumo annuo in fase di stipula del contratto, in modo che le “letture presuntive” siano quanto più fedeli ai consumi reali.

Il mio suggerimento in definitiva è quello di trovare un fornitore alternativo, tramite il quale combattere i regimi di monopolio locale attualmente presenti sul territorio, e visto che ce n’è la possibilità consiglio di cercare fornitori che immettano nella rete energia pulita, proveniente da fonti certificate 100% rinnovabili.

Mi piacerebbe ricevere nei commenti a questo post segnalazioni di altre compagnie elettriche e del gas presenti sul mercato libero e, preferibilmente, ecosostenibili.

Add comment Luglio 9th, 2008

Difendersi dalle zanzare

Zanzara TigreIo abito vicino a un fiume, per me il problema delle zanzare è una questione di sopravvivenza. Però quando abbiamo cominciato a spalmare e spruzzare ogni tipo di prodotto su di noi e per la casa, mi sono venuti dei dubbi sulla pericolosità dei prodotti convenzionali, in particolar modo per il piccolo Gabriele, che allora aveva pochi mesi di vita.
Come al solito basta cercare un pochino per venire a sapere che i prodotti convenzionali SONO in realtà pericolosi (come dice Andreotti: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca), specialmente per i bambini.
In particolare il principio attivo della quasi totalità dei prodotti anti-zanzare in commercio è il DEET, o N,N-diethyl-m-toluamide, o Dietiltoluamide, una molecola di sintesi estremamente efficace. Il suo effetto dura per diverse ore con ottimi risultati, ma come fa a durare così tanto? Semplice! Viene assorbita dalla pelle (e messa in circolo nel sangue), assomiglia ad un ormone (come molti repellenti di sintesi) e quindi va a fare danni in giro per il corpo. Ricordatevi questo principio attivo e, se avete voglia, guardate negli scaffali dei negozi la composizione dei repellenti per zanzare, vedrete che ben pochi non lo contengono, compresi numerosi prodotti DEDICATI AI BAMBINI. Sugli effetti negativi del DEET vi rimando a un sito: www.infozanzare.info, a cura di scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è poco aggiornato e un po’ disorganizzato, ma pieno di informazioni e relazioni scientifiche su prodotti sintetici e naturali e consigli per difendersi dalle zanzare. Meglio evitare anche i piretroidi (derivati del piretro), che sono più tollerati ma comunque non un toccasana, specie quelli sintetici.
Ricordate: anche naturale NON significa necessariamente sano! Cianuro e Cicuta sono ingredienti assolutamente naturali, ad esempio.
C’è da dire che anche farci divorare dalle zanzare non è esattamente un inno alla salute (vedi anche l’epidemia di chikungunya dell’estate 2007 nella zona di Ravenna-Cesena), quindi che fare!?
Fortunatamente la Natura ci viene incontro e offre dei rimedi innocui per l’organismo.
Intanto segnalo un prodotto, reperibile nei supermercati, che NON contiene il DEET, è della Orphea ed è un latte alla citronella e geranio. ATTENZIONE! Quello che dico io ha la bottiglia gialla col tappo azzurro, infatti Orphea ne produce uno con la bottiglia verde (dedicato ai bambini, che vigliacchi!) che CONTIENE il dannato DEET.
Quello giallo lo uso su Gabriele e su di noi e lo considero efficace, poi su www.bimboenatura.it ho comprato un latte all’olivello spinoso (per chi non gradisse l’odore della citronella), efficace anch’esso, e in più con molti componenti derivati da agricoltura biologica.
Per difendere la casa ho montato le zanzariere, un po’ dispendiose ma molto efficaci (e non le respiro), per il giardino seguo le linee di comportamento ben note, ovvero evitare i ristagni d’acqua anche minimi e nei tombini metto un prodotto a base di Bacillus Thurigiensis che uccide le larve dei ditteri in modo molto selettivo, rimanendo innocuo per l’uomo e per gli insetti utili come le api. L’ho trovato al supermercato dietro casa, è abbastanza diffuso, si trova in gocce, pastiglie e granuli ed è considerato altamente ecologico.
Sembra tutto molto complicato, ma se si comincia a farci un po’ di attenzione e se si cercano informazioni si prende dimestichezza in fretta coi principi attivi amici e nemici.
Putroppo la legislazione, e non solo quella italiana, permette alle industrie farmaceutiche e chimiche di mettere sul mercato prodotti senza averne studiato attentamente l’interazione con l’organismo umano, o senza fare attenzione all’ecosistema, che si basa anche su insetti, come le api, fondamentali per la natura.
Leggendo su www.infozanzare.info si evince che il metodo di produzione di prodotti pesticidi o repellenti per insetti è circa questo:

  • si producono molecole nuove (non presenti in natura) quasi a caso, normalmente simili a ormoni.
  • si selezionano quelle efficaci, testandole sugli insetti da debellare.
  • si testa la dose letale sui ratti (ormai considerata inaffidabile per l’uomo).
  • si mette in commercio

Si evince che NON vengono fatti studi epidemiologici, tossicologici, di qualunque interazione con organismi umani, di mammiferi, pesci…
Quindi diffidate sempre e di chiunque, compresi il vicino che spruzza di tutto sulle sue piante (per la legge può farlo senza che voi, che respirate la nube tossica che produce, possiate dirgli niente) e del comune che disinfesta, senza spesso rilasciare dati su ciò che fa spruzzare in giro per la vostra città. Vi diranno tutti che i prodotti che usano sono a norma di legge (vero) e perfettamente sicuri (probabilmente falso).

Edit:

Dimenticavo un aspetto importante. E’ dimostrato che le creme solari aumentano la capacità di penetrazione del DEET attraveso la pelle e fino al sangue, mentre il DEET diminuisce l’efficacia della crema solare, quindi mai cospargersi contemporaneamente di repellenti a base di DEET e di creme solari!

Add comment Giugno 26th, 2008

Applicazioni portatili

Si tratta di un fenomeno in espansione, favorito anche dall’abbattimento dei costi dei dispositivi di archiviazione portatili (le penne USB, per intenderci).
Il concetto di fondo è che non tutte la applicazioni devono essere per forza installate sul computer per funzionare correttamente, molte non hanno bisogno di scrivere chiavi di registro o modificare impostazioni del sistema; sfruttando questa caratteristica è possibile portare con sè diversi programmi memorizzati sulla propria chiavetta USB.
Ne esistono molti, portatili per natura o portabilizzati da terzi, disponibili per il download; esistono anche delle suite che propongono delle raccolte di programmi popolari portabilizzati. Le due migliori che conosco sono Portableapps e Winpenpack, entrambe forniscono anche un menù che si attiva da un’icona nella traybar dal quale lanciare i programmi portatili.
Attenzione! Non tutti i programmi sono portabilizzabili, infatti alcuni hanno effettivamente bisogno di “radicarsi” nel PC, altri hanno licenze (la maggior parte dei software a pagamento ad esempio) che non consentono legalmente di portabilizzarli, anche quando tecnicamente sarebbe possibile.
Vi stupirete di trovare quanti programmi si trovano in versione “portable”, e di quanto possa essere comodo averne un po’ nella chiavetta.
Un altro aspetto delicato da considerare è la sicurezza dei dati. Di solito le chiavette sono formattate con filesystem FAT32, senza nessuna gestione dei permessi. Questo per permettere la portabilità dei dati trasportati. Ma nel caso il supporto venga smarrito, il ritrovatore avrebbe accesso ai nostri dati, e quindi ai programmi installati.
E’ quindi buona regola non salvare le password in programmi come client di posta, instant messenger ecc.
Esistono inoltre dei metodi per crittare il contenuto dei dispositivi, ma hanno degli svantaggi: o crittano i singoli file, con crollo disastroso delle prestazioni (ci vogliono diversi minuti o ORE per crittare tutta una chiavetta con molti file) o crittano il filesystem, con prestazioni molto buone ma con la necessità di avere privilegi di amministatore sul PC dal quale vogliamo accedere ai dati (in quanto devono caricare un driver che non è presente nel sistema operativo).

2 comments Giugno 20th, 2008

Gli strumenti che ho scelto 2

Come piattaforma software per il blog ho scelto Wordpress che ormai è uno standard de facto. Mi piace per la sua sobrietà, funzionalità, disponibilità di plugin eccetera.
Inizialmente avevo aperto un account su wordpress.com per creare questo blog, poi però da informatico che sono non mi sono accontentato dei limiti imposti dalla piattaforma già bella pronta offerta. Infatti tra gli “upgrade” a pagamento ci sono anche la modifica dei file css (con i quali ho cominciato a giocare) e la possibilità di installare altri plugin rispetto ai pochi essenziali disponibili nella versione gratuita.
Avere il proprio wordpress installato mi garantisce invece di poter aggiungere e modificare qualunque elemento (come ad esempio lo script php che ho messo per impostare randomicamente l’immagine di testata tra una serie di foto che ho scattato e caricato io); inoltre mi permette, se un domani vorrò prendere un dominio da un’altra parte, di spostare il blog così com’è e, cosa da non sottovalutare, di fare dei backup periodici via FTP.
Per scrivere i post utilizzo, oltre alla comoda dashboard di wordpress, un plugin di Firefox che si chiama ScribeFire, assolutamente da provare.

2 comments Giugno 18th, 2008

Older Posts


Argomenti

Calendario

Settembre 2008
L M M G V S D
« Lug    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Amici

Meteo a Cesena

Utility

Visitatori

Totali: 129 dal: 27 Giugno 2008
Online ora: 1